I giorni che non bastano

 La neuroanatomia, il libro di Houellabecq su un artista che sta con una russa che lavora alla Michelin e secondo i recensori è all'altezza di Balzac. Bah, non conosco bene Balzac come quel finocchietto di mio cugino ma non mi pare proprio. Entro dentro il pronto soccorso - enormi e fiammeggianti di luce pomeridiana i due muri di mattoni bianco paradiso per l'ingresso ambulanze - e di fronte c'è Matte, come lo sento chiamare da una sulla sessantina con la divisa rosa da infermiera della ginecologia. Basso, grasso, capelli neri folti ai lati di una testa quadrata, intravvedo la calvizie sulla nuca. Una macchia di unto sotto il capezzolo destro: questo sta sempre a mangiare. "Che vuoi?", qui non puoi entrare, aggiunge. Dodici anni fa facevamo pugilato insieme in una palestra mezza sotto terra e tutta quanta per emarginati come noi ed era l'unico che riuscissi a picchiare senza sforzo. Una vera frana. Non gli rispondo e lo sfioro per spostarlo. Non oppone resistenza. Quando sono dentro mi si parano davanti una trentina di letti con gente variamente distesa e poco meno che morta. Fili, tubi, biancore, qualche led acceso. Macchine su corpi e corpi come macchine che non si possono aggiustare. Si rovescia in terra un carrello di aghi e farmaci. Nessuno lo raccoglie, manco fosse successo in televisione e non esattamente lì dentro. Le figure umane non fanno altro che passarmi intorno, di dietro e davanti come se non esistessi. Più impegnate a fingere di lavorare che a farlo davvero. Nessuno parla ma non so perché una di loro ha un accento fastidioso, direi cubano. Quando mi sveglio la bottiglia di vetro con l'abbocco largo che tengo sul davanzale per non andare in bagno a pisciare è ancora mezza vuota. Il che significa che non devo aprire la finestra e prendere freddo per svuotarla fuori, nel giardino. La cosa si ripete per sei o sette volte finché non mi alzo davvero da letto - è mattina, è un nuovo giorno, si avvicina un altro po' la Grande M. - sentendo bene sul sedere le piegature del lenzuolo tormentato dalla solita nottata piena di incubi e di ansia. Dieci giorni che sogno solo ospedali abitati da spettri. In tutto questo dovrei avere o fingere di avere una buona conoscenza della neuroanatomia di base. Stile vibrante un paio di palle, Angela dal Piemonte. Cazzo ne sai tu di letteratura che vivi nel benessere e te la tiri su internet pubblicando a periodi frasi e fraseggi di grandi autori? Che fai, peschi a strascico i disperati come te? Un giorno o l'altro mi troverò davanti la vera infermiera cubana e potrò, finalmente, dirle quanto la odio. Francia, francesi, ospedali. Familiari morti. Dopotutto perché raccontare se costa più di vivere? Economia! 

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