Buon Natale, amici del reparto.
Se non scrivi perché devi ma perché vuoi la tua scrittura vale quanto il peto di una zanzara al centro di un tornado. In psichiatria ero quello più normale e non mi pare il caso di vantarmene perché comunque c'ero e ci sono delle persone che se ne ricordano. Alcune anche molto bene, per quanto è praticamente certo che vivranno meno di me. Sembravano normali. E invece... una sulla trentina che va avanti e indietro per il reparto vestita solo di mutande bianco crema e una maglietta piena di scuciture. Racconta che le piaceva andare ai rave e inizia a ridere come una bambina di fronte al gelato. Dopodiché specifica che si era imbenzinata di Tavor 2,5 mg e alla fine l'avevano stuprata girandole un video. E rideva ancora più forte. Un altro di nemmeno vent'anni e in sovrappeso come l'imballo di un frigorifero abbandonato fuori dal magazzino delle cose utili raccontava tutto giulivo di quanto fosse caduto in disperazione da che aveva appreso come la madre avesse un tumore. E...