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Buon Natale, amici del reparto.

 Se non scrivi perché devi ma perché vuoi la tua scrittura vale quanto il peto di una zanzara al centro di un tornado. In psichiatria ero quello più normale e non mi pare il caso di vantarmene perché comunque c'ero e ci sono delle persone che se ne ricordano. Alcune anche molto bene, per quanto è praticamente certo che vivranno meno di me. Sembravano normali. E invece... una sulla trentina che va avanti e indietro per il reparto vestita solo di mutande bianco crema e una maglietta piena di scuciture. Racconta che le piaceva andare ai rave e inizia a ridere come una bambina di fronte al gelato. Dopodiché specifica che si era imbenzinata di Tavor 2,5 mg e alla fine l'avevano stuprata girandole un video. E rideva ancora più forte. Un altro di nemmeno vent'anni e in sovrappeso come l'imballo di un frigorifero abbandonato fuori dal magazzino delle cose utili raccontava tutto giulivo di quanto fosse caduto in disperazione da che aveva appreso come la madre avesse un tumore. E...

Profilazione di personalità di Alice

 Romana, di famiglia benestante. Gambe lunghe, occhi profondi, le piace scopare ma è abbastanza intelligente da farlo con discrezione. Spende molto in creme e cosmetici di vario genere. Meno in vestiti. Crede di essere appassionata di libri ma passa la maggioranza del suo non preziosissimo tempo su Instagram. Bella, decisamente. Ma al suo livello ce ne sono molte altre. Sui suoi social media c'è il superclassico profluvio di minimalismo chic e ricercato non-sense all'intorno del consueto "sono talmente figa che non me la tiro ma invece sì". Molto probabile un carattere disilluso e offeso dalla prosaicità della vita, Alice è notevolmente spaventata da sé stessa perché non è mai riuscita a innamorarsi davvero. Detesta la TV, non cerca mai nessuno e odia sua madre. Passa periodi di assoluta ortoressia rigorosissima succeduti da momenti in cui mangia come una messicana ultracinquantenne con la casa piena di ricette manoscritte dal diabetologo. Problemi di stitichezza, a v...

effetto ricordo non diegeticamente comprovato

 Mia nonna sta rantolando afasica sul letto con i blocchi anti-caduta biancastri e odorosi di urina senile e io ho di fronte un'ucraina capace di uccidere che uscita dalla povertà per fare la badante a 2300 km da... "casa" sta cercando di farmi contento e di tornare a farsi i suoi cavoli esteuropei. "Sì, sì, bravo così", anche se faccio manifestamente pena. Siamo già al mio terzo tentativo di imparare a dire Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche in russo, mi sento le labbra più arrotolate di un koala caduto da un cipresso. Mica facile. Alla fine Iwanka mi fa un sorriso d'acciaio. Muscolatura mimica micidiale. Ha un massetere della Madonna. Mi fa paura. Ecco perché mia nonna sta male: a pulirle il culo è una donna gelida ed affettivamente futile. Potresti metterla a comandare un plotone di esecuzione in Kenya o a dirigere il controllo qualità di una fabbrica di utensili per elettrodomestici. Per lei farebbe lo stesso: è questa la sua grandezza... e l...

morte ottenuta con scrittura suprema

 Raccontare storie è il modo migliore per non essere soli. Sei ascoltato e atteso. Senti di esistere e nessuno se la sente di negartelo in faccia. Io, per me, uso una posa da genietto logorroico e petulante così la gente non si accorge di cosa sono capace: riparare quasi tutto, scrivere poesie in inglese, odiare, accarezzare gatti a patto che siano sani e non abbiano bisogno di cure. Badanti romene con volto mefistofelico, parenti che serpeggiano lungo l'albero della rabbia, immagini più forti di un simbolo tatuato sui lombri. Ah! E non perdere mai il controllo, in ottemperanza del proprio e saldo profilo paranoide. Pensa ai farmaci. Abbi fiducia nei medici. NON LASCIARTI ANDARE. Resta fan di Cristo e soprattutto stai attento alla salute. Non vorrai mica comprare un'altra arma da fuoco? La storia, la storia... arriva! Avete aperto le orecchie? Allora è tutto organizzato, benissimo. E io che pensavo di avere un pubblico di lestofanti e coglioni. Quella sera Missy si guardò allo ...

la fortuna

In pratica, è andata così: ero in pre-psicosi e per rilassarmi sono andato a cercare un po' di fresco in montagna. Ho incrociato un vecchio in difficoltà dentro l'auto e mi sono fermato per aiutarlo. Non riuscendoci, ho chiamato i Carabinieri che 1) non mi hanno creduto; 2) mi hanno interrogato; 3) se ne sono andati prendendomi per drogato e facendo arrivare la polizia locale che ha continuato a interrogarmi. Alla fine un'ambulanza mi ha portato al pronto soccorso e ho avuto una crisi cardiaca, un esame tossicologico perché pensavano fossi drogato (negativo, ovviamente) e dieci giorni di ricovero in psichiatria. Mai più. D'ora in avanti mi farò i cazzi miei SEMPRE. 

andarsene

 Mi ha scritto un tizio che si è qualificato come editor di non so quale casa editrice. Cinquemila euro se gli scrivo un romanzo ambientato qua entro la fine dell'anno. Sarà vero? Non ho esperienza di queste cose. La mia migliore amica è una commercialista e io non so che farmene della capacità di inventare i personaggi e le loro storie. Sarei più bravo a incendiare una piccolissima sede dell'agenzia delle entrate. Da gennaio ad adesso ho avuto episodi, direi, interessanti. Due tentativi di suicidio poco determinati e due persone a cui ho salvato la vita completamente per caso. Poi mi è esploso il frigorifero e ho fatto un'amicizia autentica con la commessa del supermercato che mi regala sempre mezzo etto di tacchino dopo avermi raccontato che quando stava in Calabria la sua vita era pulire i cessi dello stadio. In Calabria. I cessi. Dello stadio. Ma di che cavolo mi lamento dico io? Penso molto, molto spesso alla morte. Ve l'ho mai raccontata quella del tizio che scopr...

Ormai, il poeta non muore più di tanto

 Ormai troppi sanno chi sono. La vanità su di me ha vinto anche stavolta. Forse aveva ragione quel bischero, i segni sono segni e il mio la dice lunga. Ultima frontiera del mio narcisismo: inventarsi ragionamenti retroattivi per: convincersi di essere stato un genio: e, di avervi rinunciato per... non restare solo. Ho oggi in effetti fatto a mente in pochi secondi una somma di in tutto quattro numeri decimali parecchio semplice e non ho commesso errori. Direte: e allora? Eh, la chiave amici dello schermo. La chiave l'ho trovata. A matematica sempre stato una capra. Invece ora... che schifo sapere; che bello invidiare. E vidi da lontano il folgore adolescente a cavallo della sua moto da cross... e dietro lui una ragazza. Che altro? Come tutti, sono un uomo inquieto e tutto scemo. Tutto questo - sia chiaro - è come sempre solo per la Chiara, la grassa tronchetto burroso delle medie Emilie. Capiva mica tanto più di un cazzo, costei. Nostalgia, pompini appassionati, strade notturne e l...