andarsene

 Mi ha scritto un tizio che si è qualificato come editor di non so quale casa editrice. Cinquemila euro se gli scrivo un romanzo ambientato qua entro la fine dell'anno. Sarà vero? Non ho esperienza di queste cose. La mia migliore amica è una commercialista e io non so che farmene della capacità di inventare i personaggi e le loro storie. Sarei più bravo a incendiare una piccolissima sede dell'agenzia delle entrate. Da gennaio ad adesso ho avuto episodi, direi, interessanti. Due tentativi di suicidio poco determinati e due persone a cui ho salvato la vita completamente per caso. Poi mi è esploso il frigorifero e ho fatto un'amicizia autentica con la commessa del supermercato che mi regala sempre mezzo etto di tacchino dopo avermi raccontato che quando stava in Calabria la sua vita era pulire i cessi dello stadio. In Calabria. I cessi. Dello stadio. Ma di che cavolo mi lamento dico io? Penso molto, molto spesso alla morte. Ve l'ho mai raccontata quella del tizio che scopre di essere immortale e alla fine fa amicizia con un assassino fallito che ogni giorno o quasi cerca di ammazzarlo e non ci riesce? Che senso avrebbe. Probabilmente quello di un sottopasso. Scendi giù, perdi la visuale e se risali troppo in fretta ti fa male lo stomaco. Il giorno che morirò il mare accarezzerà avidamente lo scafo di qualche nave e poi splaf, se la inghiotte tutta quanta come un bambino con un cucchiaio di marmellata alla fragola.. andarsene giù, resistere. Ecco tutto. 

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