Vecchie canzoni scritte

Mi spiace; già ho le prime, impercettibili e candide rughe eppure  silenzioso ancora godo a sentir detto "Merda". E ques'estate volerò negli Stati Uniti, inutile innamorarsi per subire la distanza, la lontananza oceanica e un profluvio sommerso in byte di masturbazioni reciproche e squallide in videochiamata. Sono un proscenio di sensazioni intatte, ancora, mi spiace. E già rammento, -non ricordo, accademico io-, l'odore appena consumato di pagine ordinatissime e stanche fra scaffali infiniti di una biblioteca presidenziale. Proletaria e ubriaca già verso le cinque post-meridiane, sarà invece una generica Chris, non bionda ma semplicemente mora e solo un po' morbidetta, che mastica gomme comprate al distributore Texaco e mi scruta come un soggetto strano mentre sfoglio le pagine, depresso e solo, di un libro sulla politica sociale dell'Arizona, zona franca e sincera, ad alta densità di paternalismo razzista e sparatorie fra messicani drogati. Vorrebbe darmela, vorrebbe, più che altro, passare qualche tratto d'avventura nella sua Abilene di seimila abitanti, tutti americani non lungimiranti e pieni della propria imperiale nazione. Sua madre è un'ex puttana ora col trucco disfatto e colante, tutti la conoscono, tutti la scopacchiano a giorni alterni e nessuno la rispetta, salvo il boscaiolo che si preoccupa di mantenerla anche se vive da sola con la figlia, uno che si chiama Cut e che gira sempre in maniche di camicia a quadretti instabilmente sporchi di trucioli. Io non saprò un bel niente di tutto questo, sarò solo un raro tizio dagli occhi e dai capelli color caccone che si rivolgerà a Chris con inglese stentoreo e presuntuoso, chiedendo dove mai siano le toilet. Risponderà, lei, fermando un secondo la sua gomma Star&Flat sotto la lingua che a me ricorda tantissimo quelle sborrate e goccialanti seme nei filmati YouPorn, forse proprio da Cut, non posso saperlo, e comunque la gomma smetterà così di far biascichìo informe ed odioso e dalle sue dita bianchissime e appena un po' grasse partirà una direzione che dirà qualcosa di profondamente iussèi, ovvero, vai verso l'uscita sul retro. Ci andrò, magari mi masturberò a diecimila miglia da qui e poi penserò a questo, che sto scrivendo. E poi, ancora, in una dissennata immaginazione, priva ma fortissima d'ogni immaginazione, io quella stessa sera, mentre Chris è davanti alla TV a consumare la giovinezza accanto alla madre abbrutita e inguardabile, sarò con Cut a caccia di cervi, in un bosco folto di enormi querce con nella coda degli occhi ancora le luci fioche del suo Pick-Up lasciato acceso ai bordi della statale mentre un poliziotto zelante e per nulla impaurito verrà a cercarci credendoci i colpevoli della morte tremenda di Nathan, ex marito della madre di Chris, trovato in pezzi appena fuori dalla città. Ci urlerà di fermarci, Cut mi dirà di stare tranquillo e io tremerò, sentirò il colpo salire in canna nel suo Benelli d'avancarica a pompa e poi moriremo un po' tutti quanti. E fra l'altro, essendo inverno, i nostri corpi non puzzeranno, resteranno congelati e magari un po' troppo duri al tatto inesperto di Garreth, uomo con nome da duro, tenente della contea e decisamente innamorato di Chris, povero lui.

Commenti

Post popolari in questo blog

I giorni che non bastano

La gabbia rotta

Modena